
Breve Itinerario Vocazionale
Carissimi giovani,
il
Signore vi dia pace!
Siamo già giunti al mese di maggio, che la devozione cristiana dedica alla Vergine Santissima. Proprio Lei ho invocato prima di scrivere questa riflessione, nella quale comincerò a tracciare (in cinque punti) le linee generali di ogni cammino vocazionale; mentre nei prossimi mi soffermerò in maniera più approfondita sulle varie tappe.
Maria appartiene indissolubilmente al mistero di Cristo, ed appartiene anche al mistero della Chiesa sin dall’inizio, sin dal giorno della sua nascita (Redemptoris Mater 27); su Lei dunque poseremo lo sguardo per capire la pedagogia di Dio sugli uomini, in particolare prenderò spunto dal passo di Luca che dipinge il momento in cui Maria viene definitivamente introdotta nel mistero di Cristo: l’annunciazione dell’angelo (Ibidem).
“Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: <<Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te>>. A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
L’angelo le disse: <<Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine>>.
Allora Maria disse all’angelo: <<Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?>>.
Le rispose l’angelo: <<Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio>>.
Allora Maria disse: <<Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola>>.
E l’angelo si allontanò da lei”.
1. Primato di Dio
Nell’episodio dell’Annunciazione solitamente si da rilievo alla figura di Maria, ma non dimentichiamo mai il complemento d’agente: <<L’angelo fu mandato da Dio>>! Infatti deve essere a tutti ben chiaro che è Dio che ha cercato Maria; è Dio che ha voluto la sua collaborazione; è Dio che ha bussato alla porta della libertà dell’umile fanciulla di Nazaret; è Dio che ha suscitato il prodigio che si chiama Maria. Dio ha il primato! Lui ha disegnato il cammino di ogni uomo prima che il mondo fosse.
Spesso nel nostro Monastero vengono a trovarci vari gruppi e una delle domande che solitamente ci pongono è questa: perché avete scelto la vita contemplativa e non l’apostolato o altro?
Ho evidenziato la parola “scelto” perché, alla luce di quanto detto prima si capisce l’idea falsata che spesso si ha della vocazione.
Sant’Agostino esclama: Che cosa sceglieremo, se prima non veniamo scelti?
Noi abbiamo solo detto “sì” ad un progetto che ci supera, abbiamo aderito ad una volontà divina dalle insondabili intenzioni. Lui ha disegnato il nostro cammino, dunque oserà forse dire il vaso plasmato a colui che lo plasmò: <<Perché mi hai fatto così?>> (Rm 9,20).
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2. Archeologia del desiderio
Quando racconto la mia storia vocazionale mipiace sempre sottolineare che cominciai a chiedermi qual’era il progetto di Dio su di me dopo aver capito e accolto il desiderio più profondo che avevo nel mio cuore e che so accomuna tutti gli uomini: il desiderio di essere felice, di realizzarmi, non solo dal punto di vista lavorativo o in qualche altro aspetto circoscritto, ma desideravo fare di tutta la mia vita qualcosa di grande, di “centrare il bersaglio”.
Ho cercato di appagarlo con mille surrogati ma solo Cristo è riuscito a colmare d’amore il mio cuore, anzi a farlo traboccare!
Io sono convinta che ogni uomo ha in cuore questo stesso mio desiderio. A volte però non è facilmente riconoscibile, soprattutto per chi è un po’ “duro d’orecchie”!!!
Per questo è necessario studiare “Archeologia del desiderio”, cioè riuscire a scovare e a capire che all’origine di ogni nostro desiderio vero e profondo c’è Dio. Non solo. Io sono convinta e ne ho fatto l’esperienza che anche dietro ai desideri più mondani e illeciti si nasconde il bisogno profondo e vitale di sentirsi amati e di amare in maniera totale e incondizionata, proprio come ci ama Cristo. Così come dietro ogni evento della nostra vita, ogni tribolazione, ogni incontro. Ogni cosa è predisposta perché la creatura aderisca al Creatore. Bisogna dunque, scrutarsi dentro, facendo memoria della nostra storia personale, come luogo che contiene il mistero di Dio (A. Cencini), e attendere un “sussurro divino”.
Hanno detto addirittura che la santità di una persona si commisura dallo spessore delle sue attese. Forse è vero. Se è così, bisogna concludere che Maria è la più santa delle creature proprio perché tutta la sua vita appare cadenzata dai ritmi gaudiosi di chi aspetta qualcuno (Don Tonino Bello).
3. Annuncio
Quando l’anima è disposta ad ascoltare, Dio si rivela. Ascolto della Parola prima di tutto, della propria storia, dei propri desideri…
Quando riusciremo a prendere un contatto vero e profondo con il nostro “io”, troveremo anche Dio.
Per questo la nostra vita claustrale è immersa nel silenzio, nella ricerca di una “solitudine abi-tata” e per la stessa ragione ogni ragazzo/a che cerca veramente l’incontro con il volto di Cristo, necessariamente cercherà momenti di silenzio, di solitudine, di preghiera.
Ogni vocazione, infatti, nasce nella contempla-zione, da momenti di intensa comunione e da un profondo rapporto di amicizia con Cristo, dalla bellezza e dalla luce che si è vista splendere sul Suo volto (Ripartire da Cristo 25).
È vicino a questo “Roveto Ardente” che comprendiamo chi siamo e cosa siamo chiamati a diventare. Così per Maria, per Chiara, per me e per ogni “cercatore di Dio”. E da quest’evento io ho compreso come l’Annuncio di Dio è sempre più grande di noi, dei nostri desideri, delle nostre aspettative e delle nostre stesse capacità.
4. Attualizzazione del disegno di Dio
La Scrittura distingue due momenti sul piano vocazionale: il disegno di Dio, che è da sempre (= elezione), e la sua realizzazione nel tempo (= chiamata). L’attualizzazione del disegno di Dio si ha quando le singole persone, in un preciso momento della loro vita, prendono coscienza del progetto di Dio (= elezione) e vi aderiscono con fede (= risposta) (M. Conti).
È necessaria la fede, che al dire di Benedetto XVI, è dono di Dio e risposta dell’uomo. È necessaria perché, come dicevo sopra, il disegno di Dio è più grande di noi e non di rado i giovani hanno paura di aderivi perché si rendono conto della grandissima portata del Suo progetto.
Inoltre non sempre quest’ultimo è chiaro fin dall’inizio. Maria nell’annunciazione disse il suo “sì” pur non sapendo cosa sarebbe accaduto in seguito ed Abramo partì seguendo il comando del Signore verso una terra che non conosceva e che solo in seguito il Signore gli rivelò.
L’adesione alla Sua volontà dunque deve necessariamente essere incuneata in un rapporto di fiducia e di amicizia profonda con il Signore.
5. Missione
Questa realtà, che Santa Chiara chiama “divina ispirazione” è sempre legata ad una missione particolare. A tal proposito, un’altra domanda che spesso ci pongono è: qual è la vostra missione? A cosa siete utili? Ecco come risponde il Magistero:
Le comunità claustrali, poste come città sul monte e lucerne sul lucerniere, pur nella semplicità della loro vita, raffigurano visibilmente la meta verso cui cammina l’intera comunità ecclesiale che avanza sulle strade del tempo con lo sguardo fisso alla futura ricapitolazione di tutto in Cristo.
Poi continua con questo concetto bellissimo: Come espressione di puro amore che vale più di ogni opera, la vita contemplativa sviluppa una straordinaria efficacia apostolica e missionaria (Vita Consecrata 59).
In tutto questo cammino, segnato spesso dalle prove che purificano la nostra fede, Maria è il nostro modello di vigilanza e attesa, di ascolto e di accoglienza, di donazione completa e assoluta per la diffusione del Regno, del quale la Chiesa invoca l’avvento.
A laude di Cristo e della Vergine Maria:
Sr. Chiara Myriam
del Verbo Incarnato
