Come perla preziosa
Carissimi giovani,
la Verbi Sponsa (documento sulla vita contemplativa e la clausura delle monache), parlando della clausura ne dà questa definizione che mi ha molto colpito: “Essa costituisce un segno della custodia santa di Dio per la sua creatura”.
Quando l’ho letta mi ha fatto pensare a Dio che custodisce come una perla preziosa la creatura che ha scelto per Sé e che non tiene chiusa a chiave in un forziere per paura che gliela rubino, ma custodita e nello stesso tempo esposta all’ammirazione di tutti perché tutti possano risalire dalla bellezza della perla a Dio che è la Bellezza.
Vi chiederete: che relazione c’è tra la perla e la clarissa?
Leggendo questa definizione mi sono sentita, e così ho visto ogni clarissa, proprio come una perla ben custodita e sommamente amata da Dio, eppure messa da Lui stesso all’ammirazione di tutti, chiamata cioè ad essere luce per gli altri o come dice la Madre Santa Chiara nel suo testamento: “Il Signore ci ha scelte per un compito elevato che è quello di essere specchio e modello degli altri” (Cfr Test S Ch).
Con l’immagine della perla mi piace leggere l’esperienza della mia Professione Temporanea che ho fatto giorno 8 dicembre 2009, solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Ad imitazione di Maria Santissima, in quel giorno benedetto ho detto il mio Sì a Dio come risposta al Suo Sì preveniente nei miei confronti: “Ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni” (Is 43, 1).
Lo posso dire forte: gli appartengo come la perla preziosa; o come dice S. Paolo: “L’amore del Cristo ci possiede” (2 Cor 5, 14).
In che modo Cristo ci possiede?
Per possedere qualcosa occorre acquistarla. Ebbene, Gesù Cristo ha pagato per ciascun’ uomo un prezzo altissimo: il suo sangue versato sulla croce. O ammirabile commercio!
La liturgia del tempo di Natale che da poco abbiamo celebrato spalanca le porte su questo grande mistero.
Vi è mai capitato di riflettere sul significato del Natale? Ve lo consiglio vivamente e vi assicuro che scoprirete qualcosa che vi lascerà a bocca aperta per lo stupore. Io posso solo tentare di balbettare qualche parola per parteciparvi la mia scoperta mai compiuta pienamente.
La liturgia dunque si esprime così: “In lui oggi risplende in piena luce il misterioso scambio che ci ha redenti. La nostra debolezza è assunta dal Verbo, l’uomo mortale è innalzato a dignità perenne e noi uniti a te in comunione mirabile, condividiamo la tua vita immortale” (Prefazio di Natale III).
Come restare insensibili dinanzi a questo grandioso evento? Il Figlio di Dio che si fa uomo per salvare l’uomo, assumendone la natura: fragile carne, polvere. Il Re dello universo che nasce povero in una mangiatoia e muore povero e rifiutato come il più vile degli uomini su una croce. Viene da esclamare: un vero fallimento!
Sì, Dio ha voluto apparentemente fallire perché troppo ci ama.
Più si entra nella comprensione di questo grande mistero e più si sgranano gli occhi per la meraviglia. Ci si sente grati e anche indegni.
Le lacrime dovrebbero scendere copiose dagli occhi per tanta degnazione. Il Serafico Padre S. Francesco andava piangendo per le vie di Assisi:“L’Amore non è amato”.
Dio che si fa impotente per salvare noi peccatori e donarci una vita libera da ogni paura e da ogni schiavitù. E’ Lui che dà una svolta alla nostra vita aspettandoci lungo le strade che più amiamo frequentare. Come si presenta?
I Giudei aspettavano il Messia come un uomo potente e vittorioso. Per questo il re Erode quando intuì dalla visita dei Magi che stava accadendo qualcosa di straordinario, per la paura che quel Bimbo, il futuro Messia, gli avrebbe tolto il potere, fece uccidere numerosi bambini.
La mitezza, la debolezza, la piccolezza, fanno sempre inciampare gli orgogliosi e i superbi. Gesù, figlio di Dio, si è incarnato proprio così. Chi lo sa accogliere diventa ricco, acquista quella perla preziosa di cui egli stesso parla nel Vangelo: “Il Regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, và, vende tutti i suoi averi e la compra” (Mt 13, 45).
Tutti abbiamo dentro al cuore una sete insaziabile di Infinito, che nulla delle cose create può appagare e che si chiama Dio. Quando rispondiamo a questa sete e ci mettiamo in cammino, abbiamo un gran cercare nei bazàr della nostra vita spesso piena di cose inutili e messe in disordine; ma quando finalmente troviamo la perla preziosa allora è gioia incontenibile. Si vende tutto per acquistarla.
Cari giovani, ho parlato nuovamente della perla, questa volta di Gesù. In entrambi i significati che ho voluto dare a quest’immagine vi sono però delle caratteristiche uguali.
La perla va cercata e acquistata: Dio ha cercato me e mi ha acquistata col sangue di Gesù Cristo. Io a mia volta ho cercato Lui e ho venduto tutto per acquistarLo.
La perla va custodita: Dio mi custodisce e mi protegge. Io sono chiamata a custodire Lui e la vocazione che mi ha donato.
Vi lascio con l’invito a fare questa esperienza di ricerca, a “negoziare” con Dio. Se non mi sbaglio gennaio è il mese degli sconti e dei grandi acquisti. Tra i tanti negozi provate ad entrare in una gioielleria un po’ speciale: la chiesa della Parrocchia del vostro quartiere o altre chiese. Fermatevi dinanzi al Tabernacolo. Gesù vi mostrerà la perla preziosa che cercate.
Un avviso importante: qui non si fanno assolutamente sconti, anzi il prezzo occorre versarlo per intero come ha fatto Lui sulla croce. Dovrete vendere tutto, in cambio però ci guadagnerete più di quanto potete immaginare: il centuplo su questa terra e la vita eterna, il possesso pieno e definitivo di Dio nella gioia del Paradiso. Buon acquisto!
Fraternamente in Cristo
Sr. Ch. Aurora osc
Sentiti nelle mani di Dio.
Mani che ti accolgono,
ti sostengono,
ti custodiscono e… perché no?
Ti accarezzano!
Queste mani del Signore
siano:
il tuo rifugio,
la tua forza,
la tua sicurezza,
la tua casa.
Le mani di Dio!
Card. A. Ballestrero
