Testimonianza n. 3
"Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo." (Ger 1,5)
"Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo." (Ger 1,5)
Sì, è proprio così. Non saprei definire altrimenti la mia vocazione, poiché è nata e cresciuta con me. Il Signore mi ha pensata fin dall'eternità e mai ha permesso che qualcuno o qualcosa mi separasse da Lui. La mia non è una storia da scoop ma una storia semplice, intessuta di quotidianità e intimità. Ho sempre seguito Lui, il Quale ha agito nel silenzio della mia anima trasformandola e attirandola sempre più a Sé, eliminando pian piano tutti quegli ostacoli che ponevano una certa resistenza.
Oops… che sbadata, non mi sono ancora presentata!
Sono Aurora, di Siracusa e ho 20 anni. Da molti anni frequentavo i francescani, e approfondendone il carisma ho sentito sempre più forte il desiderio di conoscere le Clarisse. Quando mi accostai ad un monastero clariano per la prima volta, mi crollarono tutti quei pregiudizi che, come tanti, avevo nei confronti delle claustrali. Si spalancò dinanzi a me un mondo nuovo, luminoso, diverso da come lo immaginavo. Ne fui davvero folgorata e capii che da quel primo incontro la mia strada aveva preso una direzione ben precisa per giungere all'unica meta:
Dopo un lungo periodo di maturazione giunse il momento di spiccare il salto! Un mese d'esperienza in monastero per conoscere più da vicino questa realtà e meglio discernere la volontà di Dio. Sono trascorsi ormai tre mesi da quel giorno in cui entrai e il mio cammino da postulante prosegue verso il desiderio di conoscere sempre più il Signore.
Senz'altro mi chiederete cosa provai prima di entrare. Incertezza, paura, ma soprattutto la gioia di chi è consapevole di realizzare se stesso nella volontà del Signore. Il mio ingresso in monastero infatti non è stato un salto nel buio, ma in Dio. E' Lui che con la sua Parola mi ha attirata a Sé, e io come San Pietro ho risposto: "Sulla tua Parola getterò le reti>".
Qualche tempo prima di entrare in monastero lessi una frase di un giovane santo: <<Gli anni della giovinezza sono i più belli per offrire qualcosa a Dio>>. Colpita da questa frase mi chiesi cosa io avrei potuto fare di concreto nella e della mia vita. In questo tempo di incertezze e precarietà in cui vivono molti giovani e anche meno giovani, io ho voluto seguire l'Unica Certezza, l'unica Verità, l'Unica Roccia di salvezza: Dio.
E tu caro/a giovane, cosa offri al Signore? Cosa pensi di fare di concreto della tua vita?
Con l'augurio che tu possa imboccare la giusta direzione, ti saluto con le stesse parole del Papa Giovanni Paolo II: <<Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo>>.
Fraternamente in Cristo
Sr. Ch. Aurora Sena osc


