Carissimi giovani,

chiudete gli occhi per un istante e andate indietro nel tempo pensando di trovarvi nel Cenacolo per l’Ultima Cena di Gesù. Giuda Iscariota è uscito da poco dal Cenacolo e nel cuore della notte è andato a dar compimento al suo triste tradimento. Gesù, secondo il Vangelo di Giovanni, in un lungo discorso lascia il suo testamento agli Apostoli. Parla loro dell’amore fraterno, promette lo Spirito Santo, li esorta a rimanere in Lui come i tralci alla vite.

Mentre ascoltiamo Gesù, le sue Parole scendono come balsamo nell’anima; ma ecco che all’improvviso il discorso assume un tono drammatico per concludersi con un grido di vittoria (Cfr. Gv 16, 1- 4. 33). Gesù annuncia persecuzioni e morte. Il futuro della Chiesa sarà questo: da un lato Essa, spinta dal soffio dello Spirito Santo, come una barca, navigherà sicura fino alla fine dei tempi perché al suo timone c’è Gesù. Dall’altro, i mari che dovrà solcare saranno spesso tempestosi a causa di aspre opposizioni diaboliche.

Gesù conosce bene il cammino che dovranno percorrere i discepoli di ogni tempo e le difficoltà che dovranno affrontare. Potrebbe risparmiare loro molte tribolazioni, eppure non lo fa; ma piuttosto afferma che:

<<Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi>>
(Gv 15, 20).

E’ vero, questa Parola mette inquietudine e viene da chiedersi se ne vale la pena di seguire un Maestro che conduce i discepoli per vie aspre e ripide. Ascoltiamo la conclusione del suo discorso e capiremo che, nonostante la vita di un cristiano sia una continua battaglia, Gesù è sempre al nostro fianco. Egli è come un fedele Capitano che spinge i suoi soldati in battaglia e li incita… anzi, lui per primo affronta la lotta morendo per i suoi! Che cavaliere coraggioso e vittorioso!

<<Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!>> (Gv 16, 33).

La vittoria di Gesù è la sua risurrezione. Egli ha vinto il peccato e la morte. Queste parole le ascoltiamo spesso; tuttavia ne comprendiamo appieno il significato? Che incidenza ha nella nostra vita quotidiana il credere nella risurrezione? Ricordiamoci che la nostra vera patria è il Paradiso! Lo Spirito in noi grida l’anelito per il Cielo… se solo lo ascoltassimo!

Guardiamo alla Chiesa dei primi secoli, alla Chiesa dei Santi Martiri e prendiamo esempio da loro. Sappiamo che durante l’impero romano i cristiani erano costretti a nascondersi e che nei periodi in cui infuriava la persecuzione, molti di loro non hanno esitato a professare la loro fede in Cristo Gesù, che ha promesso: <<Io sono con voi per sempre, fino alla fine del mondo>> (Mt 28, 20).

Certi di questa promessa i cristiani dei primi secoli hanno gettato le basi per il futuro della Chiesa. Noi siamo chiamati a raccogliere la loro preziosa eredità e a pregare per i martiri a noi contemporanei. La Chiesa non ha cessato lungo i secoli di patire persecuzioni. Oggi, infatti, in varie parti del mondo numerosi fratelli e sorelle sono costretti a nascondersi o a fuggire dalla loro terra solo perché cristiani; altri sono tenuti prigionieri; altri ancora torturati e uccisi. Siamo a conoscenza di svariati attentati ad alcune comunità cristiane, in cui hanno perso la vita molti fedeli. Purtroppo siamo così presi dai nostri piccoli interessi che restiamo quasi del tutto indifferenti a tali notizie. Eppure questi fratelli e sorelle sono già degni di venerazione e il loro esempio ci stimola a non temere di testimoniare la nostra fede, soprattutto noi che viviamo in una società libera.

“Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani” (Tertulliano).

Com’è vera quest’affermazione! Sembra assurdo, tuttavia lì dove ci sono persecuzioni cresce il numero di coloro che chiedono il Battesimo! Alla luce di queste testimonianze di fede, siamo invitati a riscoprire la bellezza della nostra fede. Siamo stati rigenerati nell’acqua e nello Spirito; siamo figli di Dio; lavati dal sangue di Cristo e resi partecipi della sua risurrezione.

Vi lascio proponendovi una lettura dalla quale ho tratto questa breve meditazione. Si tratta del libro dell’Apocalisse di San Giovanni che la liturgia ci propone durante il Tempo di Pasqua.

Ogni volta che lo leggo il mio pensiero corre ai Santi Martiri, poiché è stato scritto in tempo di persecuzioni (verso il 95 D. C. ) per ravvivare la fede e dare speranza ai cristiani.

Nell’Apocalisse si incontrano le anime dei martiri in bianche vesti e con rami di palma nelle mani. Essi più volte fanno udire la loro voce chiedendo la Signore che sia loro resa giustizia, oppure cantando la vittoria dell’Agnello per il cui sangue hanno vinto.

“Ora si è compiuta la salvezza,
la forza e il regno del nostro Dio
 e la potenza del suo Cristo,
perché è stato precipitato
 l’accusatore dei nostri fratelli,
 colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto
grazie al sangue dell’Agnello
 e alla parola della loro testimonianza
e non hanno amato la loro vita fino a morire.
Esultate dunque, o cieli
 e voi che abitate in essi”  (Ap 12, 10- 12).
 

Lascio a voi la curiosità di leggere l’Apocalisse e di interiorizzarne il messaggio nonostante sia un testo biblico di non facile comprensione.

Vi auguro di cuore una S. Pasqua di risurrezione del Signore. Restiamo uniti nella preghiera e, nei momenti difficili della nostra vita ricordiamo le consolanti parole dell’Apostolo S. Paolo: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”  (Rm 8,35).

In Gesù e Maria:

Sr. Chiara Aurora della Madonna delle lacrime  osc

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